Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers

Album

È contenuto nei seguenti album:

1967 Volume I
1969 Nuvole barocche
2005 In direzione ostinata e contraria

Testo Della Canzone

Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers di Fabrizio De Andrè

Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra
cingendolo d’allor

al sol della calda primavera
lampeggia l’armatura
del sire vincitor

il sangue del principe del Moro
arrossano il ciniero
d’identico color

ma più che del corpo le ferite
da Carlo son sentite
le bramosie d’amor

“se ansia di gloria e sete d’onore
spegne la guerra al vincitore
non ti concede un momento per fare all’amore

chi poi impone alla sposa soave di castità
la cintura in me grave
in battaglia può correre il rischio di perder la chiave”

così si lamenta il Re cristiano
s’inchina intorno il grano
gli son corona i fior

lo specchi di chiara fontanella
riflette fiero in sella
dei Mori il vincitor

Quand’ecco nell’acqua si compone
mirabile visione
il simbolo d’amor

nel folto di lunghe trecce bionde
il seno si confonde
ignudo in pieno sol

“Mai non fu vista cosa più bella
mai io non colsi siffatta pulzella”
disse Re Carlo scendendo veloce di sella

“De’ cavaliere non v’accostate
già d’altri è gaudio quel che cercate
ad altra più facile fonte la sete calmate”

Sorpreso da un dire sì deciso
sentendosi deriso
Re Carlo s’arrestò

ma più dell’onor potè il digiuno
fremente l’elmo bruno
il sire si levò

codesta era l’arma sua segreta
da Carlo spesso usata
in gran difficoltà

alla donna apparve un gran nasone
e un volto da caprone
ma era sua maestà

“Se voi non foste il mio sovrano”
Carlo si sfila il pesante spadone
“non celerei il disio di fuggirvi lontano,

ma poiché siete il mio signore”
Carlo si toglie l’intero gabbione
“debbo concedermi spoglia ad ogni pudore”

Cavaliere egli era assai valente
ed anche in quel frangente
d’onor si ricoprì

e giunto alla fin della tenzone
incerto sull’arcione
tentò di risalir

veloce lo arpiona la pulzella
repente la parcella
presenta al suo signor

“Beh proprio perché voi siete il sire
fan cinquemila lire
è un prezzo di favor”

“E’ mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane,

anche sul prezzo c’è poi da ridire
ben mi ricordo che pria di partire
v’eran tariffe inferiori alle tremila lire”

Ciò detto agì da gran cialtrone
con balzo da leone
in sella si lanciò

frustando il cavallo come un ciuco
fra i glicini e il sambuco
il Re si dileguò

Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra
cingendolo d’allor

al sol della calda primavera
lampeggia l’armatura
del sire vincitor

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Accordi

 
A# D# A# D# A# F



A#            D#           A#       D#             A#
Re Carlo tornava dalla guerra l'accoglie la sua terra 



      C            F      A#       D#        A#
cingendolo d'allor al sol della calda primavera 

      D#          A#       F           A# F A# D# A# F
lampeggia l'armatura del Sire Vincitor               


A#                D#         A#        D#         A#
il sangue del Principe dei Mori arrossano il cimiero 

       C          F       A#         D#
di identico color ma piu' che del corpo 

       A#       D#          A#       F             A#
le ferite da Carlo son sentite le bramosie d'amor: 

D    Gm                Cm       D     Gm
se ansia di gloria e sete di onore spegne la guerra al 
Cm     D
vincitore 

    Gm      F          A#       Cm9       Gm7 A7
non ti concede un momento per fare all'amooore   , 

D   Gm                 Cm    D      Gm
chi poi impone alla sposa soaave di castita' la cintu
Cm
ra 

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in me grave in battaglia puo' correre il rischio di per
Cm9        A# D
der la chiaaaaaave. 

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Cosi si lamenta il Re Cristiano si inchina intorno il 
   A#
grano 

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gli son corona i fior lo specchio di chiara fontanella 

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riflette fiero in sella dei Mori il Vincitor,         
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quand'ecco nell'acqua si compone mirabile visione il 
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simbolo d'amor 

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nel folto di lunghe trecce bionde il seno si confon
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de ignudo in pieno sol: 

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"Mai non fu viista cosa piu' bella, ma io non colsi 
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siffatta pulzella" 

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disse Re Carlo scendendo veloce di seella   , 


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"De' cavalieere non vi accostate gia' d'altri e' gaudio 

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quel che cercate ad altra piu' facile fonte la se
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te calmaaaaaate". 

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Sorpreso da un dire si deciso sentendosi deriso 

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Re Carlo si arresto' ma piu' dell'onor pote' il digiuno 

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fremente l'elmo bruno il Sire si levo':               




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Codesta era l'arma sua segreta da Carlo spesso usata 
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in gran difficolta' 

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alla donna apparve un gran nasone un volto da capro
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ma era Sua Maesta'    "Se voi non foste il mio Sovra
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"Non celerei lo desio di fuggirvi lontaano,    

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ma poiche' siete il mio Signore", Carlo si toglie 
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l'intero gabbione, 



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"Debbo concedermi spoglia ad ogni pudoooooore". 

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Cavaliere lui era assai valente ed'anche in quel 
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frangente 

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d'onorsi ricopri' e giunto alla fin della tenzone 
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incerto sul l'arcione tento' di risalir,            
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veloce lo arpiona la pulzella repente una parcella 
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"Be' proprio perche' voi siete il Sire fan cin
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quemilalire e' un prezzo di favor".. 



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"E' mai possibile porco di un cane che le avventure in 
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debban risolversi tutte con grandi puttaane,    

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anche sul prezzo c'e' poi da ridire ben mi ricordo che 
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pria di partire 

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veran tariffe inferiori alle tremilaliiiiiire". 

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Cio' detto agi' da gran cialtrone con balzo da leo
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ne in sella si lancio' frustando il cavallo 

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come un ciuco tra i glicini e il sanbuco il Re si 
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dileguo'.               



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Re Carlo tornava dalla guerra l'accoglie la sua terra 

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lampeggia l'armatura del Sire vincitor             
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