La tua libertà – Francesco Guccini


Album

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2004 Ritratti

Testo Della Canzone

La tua libertà di Francesco Guccini

Oltre le mura
della città
un orizzonte insegue un orizzonte;
a un’autostrada, un’altra seguirà,
gli spazi sono fatti per andare;
la tua libertà,
se vuoi, la puoi trovare.
E un uomo saggio
regole farà,
una prigione fatta di parole;
i carcerieri
di una società
ti impediranno di cercare il sole;
la tua libertà,
se vuoi, la puoi avere.Fossi un uccello
alto nel cielo
potrei volare senza aver padroni;
se fossi un fiume
potrei andare
rompendo gli argini nelle mie alluvioni

E boschi e boschi
cerco attorno a me
dov’è la terra che non ha barriere?
dov’è quel vento
che ci spingerà
come le vele o le bandiere;
la tua libertà
se vuoi la puoi avere.
Fossi un uccello
alto nel cielo
potrei volare senza aver padroni;
se fossi un fiume
potrei andare
rompendo gli argini nelle mie alluvioni

Ma sono un uomo
uno fra milioni
e come gli altri ho il peso della vita
e la mia strada
lungo le stagioni
può essere breve, ma può essere infinita;
la tua libertà
cercala, che si è smarrita.
cercala, che si è smarrita

 

 

Accordi

   
   Fa
La voce triste del silenzio
  Do
abbraccia gli angoli del tempo, 
     Sib
si è fatto giorno, ed è già sera
  Do
e dove è andata primavera ? 
  Fa
I camions corrono lontani,
   Do
mi tengon fermo le tue mani. 
   Sib
Le fughe sono ormai finite
      Do
sulle autostrade ormai ingiallite, 
  Fa
risate a vuoto si sono spente
    Fa7
sui visi noti della gente. 
   Sib
Le frasi storiche son dette,
   Sibm
le mani nobili son strette, 
   Fa7+/9    Fa        Fa7+
la mia    canzone è morta già,
    Do7
qualcuno forse ascolterà, 
   Solm            Do7       Fa   Do7
cercando assieme a me la verità.
Un suono triste di chitarra
si sta spargendo lento in aria, 
vorrei capire i miei pensieri,
i sogni all'alba veritieri. 
Nell'aria stanca della sera
c'è un'illusione che par vera, 
si son perduti anche i rumori
in forme vaghe di colori. 
Non sappiam più che cosa dire,
ma non c'è niente da sentire, 
ogni discorso si è perduto
nell'urlo dolce di un minuto 
e mentre l'ora se ne va,
lontana sembra la città 
e forse cogli un po' di verità. 
Parole a vuoto son passate
nel cielo breve dell'estate, 
la saga falsa degli amori
è già finita come i fiori. 
Ma i venditori di illusioni
han già cantato le canzoni, 
le sale buie splenderanno
e i nuovi amori nasceranno. 
Nelle auto in corsa lungo i viali
risplendon simboli sociali, 
la corsa solita riparte,
il tempo mescola le carte, 
la mano ancora passerà
e c'è chi perde o vincerà 
ma in quattro re non hai la verità. 
Le spiagge morte, all'improvviso,
si sono aperte in un sorriso, 
si è sparso piano nella brezza
un dolce odore di tristezza. 
Il tamburino ha già suonato
ma il suo ricordo si è spezzato 
e un vento denso di paura
ha già percorso la pianura. 
Il cavaliere morirò,
il suo scudiero non saprà, 
parole vuote come occhiaie
si seccano sulle pietraie 
e mentre il corvo volerà
e l'acqua in pioggia ricadrà 
nel nulla sfuma ormai la verità.

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