La Vandeana


Testo Della Canzone

La Vandeana di Canzoni politiche

Inno dei contro rivoluzionari, cattolici, aristocratici, contadini che sfidarono, nel 1793, in armi gli “immortali principi” della rivoluzione francese

Ride la piazza ed urla al sangue che colora
il collo dei soldati fedeli alla corona,
che sopra i ceppi hanno baciato il giglio dell’onore,
che col sorriso hanno gettato di sfida il guanto ancora.
Siamo del re ladri e cavalieri
e nella notte noi andiamo
e il vento freddo del terrore
no, non ci potrà fermare.
L’oro che noi rubiamo con onore
dentro i nostri cuori splende
come il bel simbolo d’amore
che al trono ci legò.
Spade della Vandea, falci della boscaglia,
baroni e contadini siam pronti alla battaglia
per giustiziare chi tagliò il giglio là sulla ghigliottina,
per riabbracciare il sole di Francia sulle nostre colline.
Siamo del re ladri e cavalieri
e nella notte noi andiamo
ed il vento freddo del terrore
no, non ci potrà fermare.
Se un rosso fiore nasce in petto a noi
è sangue di chi crede ancora
di chi combatte la rivoluzione
di uomini d’onore.
Nei cieli devastati da giudici plebei
dall’odio degli uomini, dal pianto degli eroi
nasce un bel fiore che i cavalieri portan sui mantelli
è il bianco giglio che ha profumato il campo dei ribelli
sanguina il sacro cuore sulla nostra bandiera
e nella notte inizia l’ultima mia preghiera:
Vergine Santa salva la Francia dalla maledizione
rinasca il fiore della vittoria, controrivoluzione.
Siamo del re ladri e cavalieri
e nella notte noi andiamo
e il vento freddo del terrore
no, non ci potrà fermare.
L’oro che noi rubiamo con onore
dentro i nostri cuori splende
come il bel simbolo d’amore
che al trono ci legò.

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