Pani e pesci

Album

È contenuto nei seguenti album:

1976 Elisir
1991 Il capolavoro

Testo Della Canzone

Pani e pesci di Roberto Vecchioni

E Cesare tirò
la sua moneta in aria,
venne croce e disse sì,
e si riempì di gloria.
Io invece sono stato
in piedi tutta notte
per trovare ad una ad una
le mie risposte esatte;
e il vecchio col bastone
dalla sua tana uscì,
predisse tutti i “come”,
ma non mi disse “chi”,
e i vecchi han mille, mille,
mille maschere da giovani,
quando spargendo lacrime e medaglie
ti promettono:
“Pani e pesci, pesci e pani,
senza trucco vi moltiplico domani”
Isabella di Castiglia
per tre notti si concede
a chi la piglia;
pani e pesci, pesci e pani,
più son piccoli e più alzano le mani;
non ci casco questa volta,
dite all’ultimo di chiudere la porta.

Ad Adua si era in mille,
contro duecento negri,
però la storia dice che
ci siamo ben difesi;

“L’Aereo permettendolo”
-gridò il capostazione- “finchè sale qualcuno qui
io salvo la nazione”.

Cornelia coi gioielli
sulla veranda uscì,
dicendo “ecco i miei figli”,
e il popolo applaudì;
quanto sei bella Roma,
pura eterna e senza scandali
cantano i tuoi balconi
pieni di stivali e sandali:

“Pani e pesci, pesci e pani,
fa’ una croce e li ricevi già
domani
guarda bene, non è un sogno,
sono proprio come quelli del disegno;
pani e pesci, pesci e pani,
abbi fede, basta un gesto con le mani;
venga avanti chi ne ha voglia,
non tiriamo l’oro fuori della paglia”.

E l’occhio del padrone,
a furia d’ingrassare,
fece ingrassare pure chi
lo stava a contestare:

“viviamo per il pubblico,
ma ci chiamiamo Pietro,
in cima alle classifiche
ci rivogliamo indietro”.

“Banale per banale”
-Si lamentò Mimì-
“Io muoio per amore
o, insomma, giù di lì”.

Ben altri, morte in tanti
senza batter ciglio affrontiamo,
per mantener le sedie
a tutti quelli che promettono:
“pani e pesci, pesci e pani,
senza trucco vi moltiplico domani”.
Isabella di Castiglia
per tre notti si concede
a chi la piglia;
pani e pesci, pesci e pani,
più son piccoli e più alzano le mani;
non ci casco questa volta,
dite all’ultimo di chiudere la porta.

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Accordi

   
Re la7

  Re                           la7
E Cesare tirò la sua moneta in aria,
                                       Re
venne croce, disse "Sì" e si riempì di gloria.
                                    La7
Io invece sono stato in piedi tutta notte
                                            Re
per trovarle ad una ad una le mie risposte esatte.
     Sol                                re
E il vecchio col bastone dalla sua tana uscì,
   sol                                    re
predisse tutti i "come", ma non mi disse "Chi".
    Do                                         sol
E i vecchi han mille, mille, mille maschere da giovani,
do                                        la
quando spargendo lacrime e medaglie ti promettono:

       re                                               la7
pani e pesci, pesci e pani senza trucco vi moltiplico domani,
                                                        re
Isabella di Castiglia per tre notti si concede a chi la piglia.
                                                            la7
Pani e pesci, pesci e pani, più son piccoli e più alzano le mani,
                                                          re
non ci casco questa volta, dite all'ultimo di chiudere la porta.

                                        La7
Ad Adua si era in mille contro duecento negri
                                     re
però la storia dice che ci siamo ben difesi.
                                       La7
"Aereo permettendolo" -gridò il capostazione-
                                        re
"Finché sale qualcuno qui io salvo la nazione".
   Sol                              re
Cornelia coi gioielli sulla veranda uscì,
  Sol                                         re
dicendo "Ecco i miei figli" e il popolo applaudì.
Do                                          sol
Quanto sei bella Roma, pura, eterna e senza scandali
Do                                        la7
cantano i tuoi balconi pieni di stivali e sandali.

       Re                                                 la7
Pani e pesci, pesci e pani fà una croce e li ricevi già domani,
                                                            re
guarda bene, non è un sogno, sono proprio come quelli del disegno.
                                                             La7
Pani e pesci, pesci e pani, abbi fede, basta un gesto con le mani,
                                                             re
venga avanti chi ne ha voglia, noi tiriamo l'oro fuori dalla paglia.

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E l'occhio del padrone, a furia d'ingrassare,
                                         re
fece ingrassare pure chi lo stava a contestare.
                                           La7
Viviamo per il pubblico, ma ci chiamiamo Pietro,
                                           re
in cima alle classifiche ci rivogliamo indietro
   sol                            re
"Banale per banale" -si lamentò Mimì-
    sol                                re
"Io muoio per amore o, insomma, giù di lì.

Do                                             sol
Ben altra morte in tanti, senza batter ciglio affrontano
Do                                          la
per mantener le sedie a tutti quelli che promettono.

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pani e pesci, pesci e pani senza trucco vi moltiplico domani,
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Isabella di Castiglia per tre notti si concede a chi la imbroglia.
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Pani e pesci, pesci e pani, più son piccoli e più alzano le mani,
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non ci casco questa volta, dite all'ultimo di chiudere la porta.

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pani e pesci, pesci e pani senza trucco vi moltiplico domani,
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Isabella di Castiglia per tre notti si concede a chi la imbroglia.
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Pani e pesci, pesci e pani, più son piccoli e più alzano le mani,
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non ci casco questa volta, dite all¹ultimo di chiudere la porta.

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