Rebecca (un gioco di società) – Nomadi


The music band Nomadi on a terrace. From left, Umberto Maggi, Augusto Daolio, Beppe Carletti, Paolo Lancellotti, Chris Dennis. Asiago (VI), Italy, 1974.

Album

È contenuto nei seguenti album:

1978 Naracauli e le altre storie

Testo Della Canzone

Rebecca (un gioco di società) – Nomadi

Le porte dei giardini sono chiuse,

l’inverno ha le sue nevi da portare

e se nel cuore canta una canzone

fa che un’armonica la suoni piano piano,

fa che un’armonica la suoni piano piano.

Così un giorno conoscevo una ragazza

con i capelli neri lunghi lunghi lunghi,

lunghi silenzi nei suoi occhi larghi,

penso al suo seno e penso alle sue mani,

penso al suo seno e penso alle sue mani.

Madri no, non è cambiato niente,

padri no, non è servito a niente,

anche una volta si scappava via,

quanti di voi su quelle navi bianche,

quanti di voi l’America nel cuore,

quanti di voi adesso sono stanchi.

Pure le autostrade sono piene,

i sacchi in spalla e via “Mi di un passaggio”,

i santi libri ed un educazione

non riusciranno a farli ritornare,

non riusciranno a farli ritornare.

E sono loro che han distrutto tutto,

tutti i principi su cui lo Stato, la famiglia e Dio

ed io no so se riuscirò a mangiare,

dov’è finito il buon samaritano,

dov’è finito il buon samaritano.

E adesso che la colpa è un po’ di tutti,

gli assistenti sociali ed i dottori,

con gli psichiatri e con gl’educatori,

tengon monologhi sulla diversità,

parlano asseri di caratteriali

e perché no anche un po’ di criminali.

Le porte dei giardini hanno riaperto,

l’estate a fiori e stelle da portare

e se nel cuore canta una canzone,

fa che una bocca la racconti agli’altri,

fa che una boca la racconti agl’altri.

Così un giorno conoscevo una ragazza

con i capelli neri lunghi lunghi lunghi,

lunghi silenzi nei suoi occhi larghi,

penso al suo seno e penso alle sue mani,

penso al suo seno e penso alle sue mani.

Accordi

   
Intro: A/B/E x2

A                B         E       7
Le porte dei giardini sono chiuse,
A                   B          E     7
l'inverno ha le sue nevi da portare
A              C#-          E
e se nel cuore canta una canzone
A                     B           E      7
fa che un'armonica la suoni piano piano,
A                     B           E      7
fa che un'armonica la suoni piano piano.


Così un giorno conoscevo una ragazza
con i capelli neri lunghi lunghi lunghi,
lunghi silenzi nei suoi occhi larghi,
penso al suo seno e penso alle sue mani,
penso al suo seno e penso alle sue mani.

D             E          A
Madri no, non è cambiato niente,
D             E           A
padri no, non è servito a niente,
G               A           D   B- G
anche una volta si scappava via,
G                A           D        B- G
quanti di voi su quelle navi bianche,
G             A             D       B- G
quanti di voi l'America nel cuore,
G             A           D        B
quanti di voi adesso sono stanchi.


Intro x2


Pure le autostrade sono piene,
i sacchi in spalla e via "Mi dia un passaggio",
i santi libri ed un'educazione
non riusciranno a farli ritornare,
non riusciranno a farli ritornare.


E sono loro che han distrutto tutto,
tutti i principi su cui lo Stato, la famiglia e Dio
ed io no so se riuscirò a mangiare,
dov'è finito il buon samaritano,
dov'è finito il buon samaritano.


E adesso che la colpa è un po' di tutti,
gli assistenti sociali ed i dottori,
con gli psichiatri e con gli educatori,
tengon monologhi sulla diversità,
parlano asseri di caratteriali
e perché no anche un po' di criminali.


Le porte dei giardini hanno riaperto,
l'estate ha fiori e stelle da portare
e se nel cuore canta una canzone
fa che una bocca la racconti agli altri,
fa che una boca la racconti agli altri.


Così un giorno conoscevo una ragazza
con i capelli neri lunghi lunghi lunghi,
lunghi silenzi nei suoi occhi larghi,
penso al suo seno e penso alle sue mani,
penso al suo seno e penso alle sue mani.

Intro x2	

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