Von Loon

Album

È contenuto nei seguenti album:

1987 Signora Bovary

Testo Della Canzone

Von Loon di Francesco Guccini

Von Loon, uomo destinato direi da sempre ad un lavoro più forte
che le sue spalle o la sua intelligenza non volevano sopportare
sembrò quasi baciato da una buona sorte
quando dovette andare;
sembra però che non sia mai entrato nella storia,
ma sono cose che si sanno sempre dopo,
d’ altra parte nessuno ha mai chiesto di scegliere
neanche all’ aquila o al topo;
poi un certo giorno timbra tutto un avvenire
od una guerra spacca come una sassata,
ma ho visto a volte che anche un topo sa ruggire
ed anche un’ aquila precipitata…

Quanti anni, giorno per giorno, dobbiamo vivere con uno
per capire cosa gli nasca in testa o cosa voglia o chi è,
turisti del vuoto, esploratori di nessuno
che non sia io o me;
Von Loon viveva e io lo credevo morto
o, peggio, inutile, solo per la distanza
fra i suoi miti diversi e la mia giovinezza e superbia d’ allora,
la mia ignoranza:
che ne sapevo quanto avesse navigato
con il coraggio di un Caboto fra le schiume
di ogni suo giorno e che uno squalo è diventato,
giorno per giorno, pesce di fiume…

Von Loon, Von Loon,
che cosa porti dentro, quando tace
la mente e la stagione si dà pace?
Insegui un’ ombra o quella stessa pace l’ hai in te?
Vorrei sapere
che cosa vedi quando guardi attorno,
lontani panorami o questo giorno
è già abbastanza, è come un nuovo dono per te?

Von Loon, Von Loon,
a cosa pensi in questo settembrino
nebbieggiare alto che macchia l’ Appennino,
ora che hai tanto tempo per pensare, ma a chi?
Vai, vecchio, vai,
non temere, che avrà una sua ragione
ognuno ed una giustificazione,
anche se quale non sapremo mai, mai!

Ora Von Loon si sta preparando piano al suo ultimo viaggio,
i bagagli già pronti da tempo, come ogni uomo prudente,
o meglio, il bagaglio, quello consueto, di un semplice o un saggio,
cioè poco o niente
e andrà davvero in un suo luogo o una sua storia
con tutti i libri che la vita gli ha proibito,
con vecchi amici di cui ha perso la memoria,
con l’infinito,
dove anche su quei monti nostri è sempre estate,
ma se uno vuole quell’ inverno senza affanni
che scricchiolava in gelo sotto le chiodate scarpe di un tempo,
dei suoi diciottanni,
dei suoi diciottanni…

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Accordi

   
Von Loon, uomo destinato direi da sempre ad un lavoro più forte 

    si- 

che le sue spalle o la sua intelligenza non volevano sopportare 

           la 

sembrò quasi baciato da una buona sorte 

       si- 

quando dovette andare; 

                 fa# 

sembra però che non sia mai entrato nella storia, 

         sol 

ma sono cose che si sanno sempre dopo, 

        re 

d'altra parte nessuno ha mai chiesto di scegliere 

         la 

neanche all'aquila o al topo; 

                         re 

poi un certo giorno timbra tutto un avvenire 

             fa# 

od una guerra spacca come una sassata, 

       si- 

ma ho visto a volte che anche un topo sa ruggire 

              la 

ed anche un'aquila precipitata... 

             re            fa# 

  

 si-  la si-  fa# si-  la si-  fa# 

  

Quanti anni, giorno per giorno, dobbiamo vivere con uno 

       si- 

per capire cosa gli nasca in testa o cosa voglia o chi è, 

      la 

turisti del vuoto, esploratori di nessuno 

  si- 

che non sia io o me; 

                 fa# 

Von Loon viveva e io lo credevo morto 

           sol 

o, peggio, inutile, solo per la distanza 

            re 

fra i suoi miti diversi e la mia giovinezza 

                  la 

e superbia d'allora, la mia ignoranza: 

                                 re 

che ne sapevo quanto avesse navigato 

         fa# 

con il coraggio di un Caboto fra le schiume 

         si- 

di ogni suo giorno e che uno squalo è diventato, 

            la 

giorno per giorno, pesce di fiume... 

           re               fa# 

Von Loon, Von Loon, 

    re        la 

che cosa porti dentro, quando tace 

    sol                       re 

la mente e la stagione si dà pace? 

   sol                       fa#- 

Insegui un'ombra o quella stessa pace l'hai in te? 

  fa#7                            si-            la 

Vorrei sapere 

  re     la 

che cosa vedi quando guardi attorno, 

    sol                      re 

lontani panorami o questo giorno 

   sol                    fa#- 

è già abbastanza, è come un nuovo dono per te? 

  fa#7                            si-      la 

  

 re la sol re sol fa#- fa#7 si- la 

  

Von Loon, Von Loon, 

    re        la 

a cosa pensi in questo settembrino 

  sol                        re 

nebbieggiare alto che macchia l'Appennino, 

             sol                     fa#- 

ora che hai tanto tempo per pensare, ma a chi? 

fa#7                           si-        la 

Vai, vecchio, vai, 

re            la 

non temere, che avrà una sua ragione 

      sol                      re 

ognuno ed una giustificazione, 

 sol                    fa#- 

anche se quale non sapremo mai, mai! 

fa#7                       si-  fa# || 

  

 si-  la si-  fa# si-  la si-  fa#

  

Ora Von Loon si sta preparando piano al suo ultimo viaggio, 

si- 

i bagagli già pronti da tempo, come ogni uomo prudente, 

    la 

o meglio, il bagaglio, quello consueto, 

  si- 

di un semplice o un saggio, cioè poco o niente 

                                        fa# 

e andrà davvero in un suo luogo o una sua storia 

          sol 

con tutti i libri che la vita gli ha proibito, 

            re 

con vecchi amici di cui ha perso la memoria, 

            la 

con l'infinito, 

          re 

dove anche su quei monti nostri è sempre estate, 

           fa# 

ma se uno vuole quell'inverno senza affanni 

          si- 

che scricchiolava in gelo sotto le chiodate 

             la 

scarpe di un tempo, 

             re 

dei suoi diciottanni, 

              fa# 

dei suoi diciottanni... 

              sol 

  

 si-  la si-  fa# si-  la si-  fa# 

 si-  la si-  fa# si-  la si-  fa#  si- 

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