Hegel

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1994 Hegel

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Testo Della Canzone

Hegel di Lucio Battisti

(di Lucio Battisti)

Ricordo il suo bel nome Hegel Tubinga
ed io avrei masticato
la sua tuta da ginnastica.
Il nome se lo prese
in prestito dai libri
e fu come copiare di nascosto
Fu come soffiare sul fuoco.
Catastiche scolastiche perche’
quando tutto e’ perduto
non resta che la cenere
L’amore e lei nel suo bel nome
era una Jena.
Chi di noi il governato
e chi il governatore
son fatti che attengono alla storia.
Chi fosse la provincia e chi l’impero
non e’ il punto il punto era l’incendio
Erano gli esercizi obbligatori estetici
le occhiate di traverso
e tu guardavi indietro
C’eravamo capiti capiti all’inverso.
Ci diventammo leciti per questo.
D’altronde e d’altro canto.
A volte essere nemici facilita.
Piacersi e’ cosi’ inutile.
Un bacio dai bei modi grossolani
sfuggi’ come uno schiaffo senza mani.
Talmente presi ci si rese conto
d’essere un’allegoria soltanto quando
Ci capito’ di dire
indicando il soffitto col naso
di dire noi due
E ci marmorizzammo
La corda tesa amo’ l’arco
e la tempesta la schiuma
il cuore amo’ se stesso
ma noi non divagammo.
L’animo umano e’ nulla
se non e’una pietra da scalfire
ricavando i capelli e il suo bel piede.
Era la collisione il primo scontro epico
perche’ non scritto ma cavalcato a pelo
Ed ognuno esigeva la terra dell’altro
le mani la terra la carne e il terreno.

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