Il sogno di Maria

Album

È contenuto nei seguenti album:

1970 La buona novella
2005 In direzione ostinata e contraria

Testo Della Canzone

Il sogno di Maria di Fabrizio De Andrè

“Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l’ombra era fredda, gonfia d’incenso;
l’angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d’improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese – Conosci l’estate
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.

Volammo davvero sopra le case,
oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite
dove all’ulivo si abbraccia la vite.

Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d’ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.

(… e l’ angelo disse: “Non
temere, Maria, infatti hai
trovato grazia presso il
Signore e per opera Sua
concepirai un figlio…)

Le ombre lunghe dei sacerdoti
costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
Con le ali di prima pensai di scappare
ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi vidi l’angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d’un altra vita,
foglie le mani, spine le dita.

Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l’immagine, stinse il colore,
ma l’eco lontana di brevi parole
ripeteva d’un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era

– Lo chiameranno figlio di Dio –
Parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.”

E la parola ormai sfinita
si sciolse in pianto,
ma la paura dalle labbra
si raccolse negli occhi
semichiusi nel gesto
d’una quiete apparente
che si consuma nell’attesa
d’uno sguardo indulgente.

E tu, piano, posati le dita
all’orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.

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Accordi

   

           Em               G                  D
Nel grembo umido, scuro del tempio l'ombra era fredda, gonfia
    Em    Em
d'incenso;
         Em               G            D
l'angelo scese, come ogni sera, ad insegnarmi una nuova
   Em     Em
preghiera,
           G                   D             C
poi d'improvviso mi sciolse le mani e le mie braccia divennero
B
ali
          G                  D                C   '|| D
quando mi chiese: conosci l'estate? io per un giorno, per
'||  B  '||
un momento
Am        Em        B7       Em
corsi a vedere il colore del vento.

Volammo davvero, sopra le case, oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite dove all'ulivo si abbraccia la vite.
Scendemmo là dove il giorno si perde a cercarsi da solo nascosto tra il
verde,
e lui parlò come quando si prega, ed alla fine d'ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.

Le ombre lunghe dei sacerdoti costrinsero il sogno in un cerchio di voci,
con le ali di prima pensai di scappare, ma il braccio era nudo e non seppe
volare;
poi vidi l'angelo mutarsi in cometa e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami nei gesti immobili d'una vita,
foglie le mani, spine le dita.

Voci di strada, rumori di gente, mi rubarono al sogno per ridarmi al
presente.
Sbiadì l'immagine, stinse il colore, ma l'eco lontana di brevi parole
ripeteva d'un angelo la strana preghiera dove forse era sogno, ma sonno non
era,
- lo chiameremo figlio di Dio - parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.

Em   '||             Am   B7
E la parola ormai sfinita     si sciolse in
Em     Em '||
pianto,   
                  Am      D                  G    G
ma la paura delle labbra   si raccolse negli occhi
               B7    B7               Em   Em '||
semichiusi nel gesto d'una quiete apparente   
                      Am   B7sus4             Em    Em
che si consuma nell'attesa d'uno sguardo indulgente.
      Am       D        G        B              Em
E tu, piano, posasti le dita all'orlo della sua fronte:
  Am     D          G      G '||
i vecchi quando accarezzano  
           F#  B7               Em    Em
hanno il timore   di far troppo forte.
Am Em B7 Em



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