Keaton

Album

È contenuto nei seguenti album:

1987 Signora Bovary

Testo Della Canzone

Keaton di Francesco Guccini

(di Francesco GucciniClaudio Lolli)

Lo chiamavamo Keaton quel pianista,
naturalmente perchè non sorrideva mai,
mentre noi ci ammazzavamo di risate
a vederlo là, come un parafulmine, dritto contro un cielo di guai;
guai di tasca a violoncello, guai d’ amore,
guai da vita distratta e disperata
che ricamavano dentro al suo stupore
una tela affascinante, ma un po’ troppo delicata…

Keaton si presentò come un jazzista,
appassionato e puro, in stile Rete Tre,
coi pregiudizi di chi si sente artista
perchè non faceva soldi, lui, con le canzoni, come me,
ma non mi accompagnava poi malvolentieri,
eravamo due grandi acrobati della malinconia
e poi, poi dobbiamo farne di mestieri
noi che viviamo della nostra fantasia…

Parlavamo poi molto in quelle sere,
in qualche bar, dopo il concerto, insonni e morti,
di politica, ciclismo, storie vere
e di come i “Weather Report” erano forti
e di come era importante fra la gente
non essere solo musica e parole
e di come era importante che la gente
non fosse una massa di persone sole…

Ah, Keaton, Keaton, che fine hai fatto, Keaton?
Sei poi andato in malora, Keaton?
Lo sai che ti sto venendo a cercare?
Keaton, ah, Keaton, perchè stanotte, Keaton,
proprio stanotte, Keaton, avrei bisogno di sentirti suonare…

S’ illuminava poi come di colpo
lungo l’ effimero consueto di una sera,
s’ illuminava di una gioia grande
quando si avvicinava a una tastiera
e preferiva quelle un poco usate,
quelle in cui tutti mettono le mani,
quelle ingiallite dal tempo, un po’ scordate
dall’ ignoranza e dalla passione degli umani…

E poi una volta abbiamo litigato
per una donna prima sua e poi mia,
lui coi suoi guai, io col mio quasi peccato,
sconfitti entrambi dalla gran malinconia;
ci siamo persi quasi senza una parola,
ma tutti e due con più rabbia che rimpianto,
come i bambini che si fan dispetti a scuola,
come due vecchi che si sono amati tanto…

Poi ho provato a rintracciarlo dappertutto,
chiedendo a più d’ un dirigente supponente,
telefonando all’Arci-caccia, all’Arci-tutto,
ma di Keaton sembra non sia rimasto niente.
Se se ne parla è nel ricordo di un momento,
qualcuno dice che l’ ha visto, ma lontano,
e tutti, tutti con un gran sorriso spento
come per dire: “Era un ragazzo troppo strano”.

Ah, Keaton, Keaton, che fine hai fatto, Keaton?
Se mi vedessi col mio trench stile Bogart, Keaton,
sotto la pioggia che ti vengo a cercare…
Keaton, ah, Keaton, perchè mi manca, Keaton,
questa notte mi manca la tua voglia di star qui a suonare…

E finalmente un chissacchì non mi delude,
forse, però non sa, probabilmente,
è in una provincia lontana come una palude
dai nostri discorsi di suonare fra la gente;
una provincia come una sconfitta,
meno che essere una minoranza dignitosa,
e una palude è certo troppo fitta
di voli di zanzara per suonarci qualche cosa….

Lo trovo e sembra che non sia più Keaton,
anche se è contento di vedermi.
“Sembrava facile toccarlo con un dito”, dice,
“ma il cielo ci ha voluto tutti fermi”.
E finalmente ride, ma ride tanto ed è ingrassato
e giura troppo che non sta poi male,
il jazz ormai se l’ è dimenticato:
ci son parole, tempi e ritmi anche dentro un ospedale…

E nel lasciarmi all’ inizio della sera:
“E’ come”, dice, “alla fine del cinema muto,
c’è il sonoro, non serve una tastiera…”
Ci salutiamo nel silenzio più assoluto…
Ed esco fuori con i miei giornali
e non ho voglia di ridere per niente,
ho un treno che mi aspetta alla stazione,
mi dà fastidio anche il rumore della gente…

Ah, Keaton, Keaton!

Keaton, quello vero, l’ ultima volta che l’ hanno visto passeggiava
lungo le strade e per il vento di Roma
durante le pause di un film con Franchi e Ingrassia.
Aveva in corpo mille litri di alcool,
la faccia la solita, senza allegria;
si ubriacava ogni giorno con la troupe borgatara
alla faccia della cirrosi epatica,
perchè lui ci teneva al suo pubblico,
più che al suo fegato,
e gli elettricisti sono gente simpatica;
gli urlavano infatti “anvedi s’è forte ‘sto Keaton!”,
bevendo il bianco misterioso dei colli di Roma
o quello forte del sud che fa assaggiare l’ infinito
a tutta la gente di bocca buona…

Il testo contenuto in questa pagina è di proprietà dell’autore. WikiTesti è un’enciclopedia musicale con lo scopo di far conoscere a quante più persone possibile il panorama musicale.

Accordi

   
Sol     Rem7
Sol
Lo chiamavamo Keaton quel pianista,
       Fa
naturalmente perchè non sorrideva mai,
       Mim
mentre noi ci ammazzavamo di risate
	  Rem7
a vederlo lì come un parafulmine, 
dritto contro un cielo di guai;
 Do
guai di tasche a violoncello, guai d'amore,
Rem7
 guai da vita distratta e disperata
	 Mim
che ricamavano dentro al suo stupore 
	        Do
una tela affascinante, 
Sol#m                  Do
 ma un po' troppo delicata.
Solm7                            Do7 
 Keaton si presentò come un jazzista, 
               Solm7                Do7
appassionato e puro, in stile Rete Tre,
       Solm7                     Do7
coi pregiudizi di chi si sente artista 
                 Solm7
perchè non faceva soldi, lui, 
                    Do7
con le canzoni, come me,
Lam                                 Rem
ma non mi accompagnava poi malvolentieri, 
                  Sol4                  Sol
eravamo due grandi acrobati della malinconia
Lam7                              Re7
e poi, poi dobbiamo farne di mestieri, 
       Sol     Rem7              Sol  Rem7
noi che viviamo della nostra fantasia.
Lam7
Parlavamo poi molto in quelle sere, 
           Re7
in qualche bar, dopo il concerto, insonni e morti,
    Lam
di politica, ciclismo, storie vere 
            Re7 
e di come i Weather Report erano forti
    Fa7+                      Sol
e di come era importante fra la gente 
          Fa7+            Sol
non essere solo musica e parole
    Do7                       Sib
e di come era importante che la gente 
    Do7                        Sib  Do7
non fosse una massa di persone sole.
  Solm7       Do7
Ah, Keaton,    Keaton, 
Fa7+                Re4      7
 che fine hai fatto, Keaton?
Solm7                       Do7
 Sei poi andato in malora, Keaton? 
  Fa                Mi7       Re7
Lo sai che ti sto venendo a cercare?
Solm7       Do7       Fa7+
Keaton, ah, Keaton,      perch? stanotte, 
Re4    7     Solm7              Do7
Keaton,      proprio stanotte, Keaton,
      Solm7                 Do7
avrei bisogno di sentirti suonare. 
  Sol
Si illuminava poi come di colpo 
           Fa
lungo l'effimero consueto di una sera,
         Mim
si illuminava di una gioia grande 
 Rem7
quando si avvicinava a una tastiera,
  Do
e preferiva quelle un poco usate, 
Rem7
 quelle in cui tutti mettono le mani,
              Mim
quelle ingiallite dal tempo, un po' scordate 
       Do     Solm7                    Do
dall'ignoranza e dalla passione degli umani.
Solm7                        Do7
 E poi una volta abbiamo litigato 
       Solm7                 Do7
per una donna prima sua e poi mia,
           Solm7                      Do7
lui coi suoi guai, io col mio quasi peccato, 
          Solm7                      Do7
sconfitti entrambi dalla gran malinconia;
Lam                              Rem
ci siamo persi quasi senza una parola 
          Sol4                       Sol
ma tutti e due con più rabbia che rimpianto,
Lam7                                  Re7
come i bambini che si fan dispetti a scuola, 
      Sol     Rem7              Sol   Rem7
come due vecchi che si sono amati tanto.
Lam7
Poi ho provato a rintracciarlo dappertutto, 
    Re7
chiedendo a più d'un dirigente supponente,
      Lam
telefonando all'Arci-caccia, all'Arci-tutto, 
      Re7
ma di Keaton sembra non sia rimasto niente.
      Fa7+                          Sol
Se se ne parla ? nel ricordo di un momento, 
        Fa7+                      Sol
qualcuno dice che l'ha visto, ma lontano,
       Do7                        Sib
e tutti, tutti con un gran sorriso spento 
        Do7                        Sib   Do7
come per dire:"Era un ragazzo troppo strano"
    Solm7      Do7
Ah, Keaton,    Keaton, 
Fa7+                  Re4   7
 che fine hai fatto, Keaton?
Solm7
 Se mi vedessi col mio trench 
      Do7
stile Bogart, Keaton, 
Fa                  Mib7           Re7
sotto la pioggia che ti vengo a cercare...
Solm7       Do7
Keaton, ah, Keaton, 
Fa7+              Re4   7
 perch? mi manca, Keaton, 
Solm7           Do7
questa notte mi manca 
     Solm7                     Do7
la tua voglia di star qui a suonare. 
       Lam     
E finalmente un chissà chi non mi delude, 
        Re7
forse però, non sa, probabilmente,
             Lam7
? in una provincia lontana come una palude 
              Re7
dai nostri discorsi di suonare fra la gente;
Fa7+                         Sol
 una provincia come una sconfitta, 
     Fa7+                        Sol
meno che essere una minoranza dignitosa,
       Do7                 Sib
e una palude è certo troppo fitta 
             Do7                       
di voli di zanzara per suonarci qualche 
Sib  Do7
 cosa.
Solm7          Do7
Ah, Keaton,    Keaton, 
Fa7+                 Re4   7
 che fine hai fatto, Keaton?
Solm7
 Se mi vedessi col mio trench 
      Do7
stile Bogart, Keaton, 
Fa                       Mib7      Re7
 sotto la pioggia che ti vengo a cercare...
Solm7       Do7
Keaton, ah, Keaton, 
Fa7+              Re4   7
 perchè mi manca, Keaton, 
Solm7              Do7
 questa notte mi manca 
     Solm7                    Do7
la tua voglia di star qui a suonare. 
          Solm7                  Do7
Lo trovo e sembra che non sia più Keaton 
Solm7                    Do7
anche se è contento di vedermi.
        Solm7                   Do7
"Sembrava facile toccarlo con un dito ?dice-
     Solm7                    Do7
ma il cielo ci ha voluto tutti fermi".
 Lam                       Rem
E finalmente ride, ma ride tanto ed è ingrassato 
      Sol4                    Sol
e giura troppo che non sta poi male,
Lam7                       Re7
il jazz ormai se l'è dimenticato: 
         Sol
ci son parole, tempi e ritmi 
Rem7                 Sol        Rem7
 anche dentro un ospedale.
          Sol
E nel lasciarmi all'inizio della sera: 
   Fa
"è come - dice - alla fine del cinema muto,
        Mim
c'è il sonoro, non serve una tastiera..." 
        Rem7
Ci salutiamo nel silenzio più assoluto
 Do
ed esco fuori con i miei giornali 
           Rem7
e non ho voglia di ridere per niente,
       Mim
ho un treno che mi aspetta alla stazione, 
         Do  Solm7                   Do   
mi dà fastidio anche il rumore della gente.
 Solm7      Do7
Ah, Keaton, Keaton!

La4   La7   Rem     Rem7

Sol
Keaton, quello vero,
Mim                        Lam                                    
 l'ultima volta che l'hanno visto passeggiava 
Solm7
lungo le strade e per il vento di Roma
 Mim                                                             
durante le pause di un film con Franchi e 
     Lam
Ingrassia. 
Solm7
Aveva in corpo mille litri di alcool,
 Fa         7+      Fa           7+
la faccia la solita, senza allegria; 
         Solm7
si ubriacava ogni giorno con la troupe borgatara
Mim                         Lam
 alla faccia della cirrosi epatica, 
       Solm7
perch? lui ci teneva al suo pubblico, più che al suo fegato,
Fa           7+        Fa         7+
e gli elettricisti sono gente simpatica; 
      Solm7
gli urlavano infatti: "anvedi s'è forte 'sto Keaton"
Mim                                                           
 bevendo il bianco misterioso dei colli di 
Lam
Roma
        Solm7
o quello forte del sud che fa assaggiare l'infinito 
Fa        7+       Fa   7+   La7
a tutta la gente di bocca buona.

Rem   Rem7    Sol   Mim   
Lam   Solm7   Do7   Fa

Social

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here