La voce del viso

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1994 Hegel

Testo Della Canzone

La voce del viso di Lucio Battisti

per insignificanti movimenti
tanti e tanti il volto
e’ tutto
e tutto sta raccolto
sopra il tuo bel volto
lingua che sei
straniera
e non si sa’ se vuoi
che io ti distingua dalla mia
o mia lingua ti finga
bocca di gradazioni
intera gamma
dalle predilezioni
alla maniera amara
bocca che mi sei cara
appena appena schiusa
quando armatura in te
quella fessura
e’ un dissuadendo
le svariate forme
labili d’espressione
per tentativi
ed approssimazione
ed il tuo volto e’ tutto
nel momento in cui
passando sopra alla tua immagine
della quale e’ roppo facile
dire che in superficie
affiori l’anima
passando sopra
la tua immagine invece
ci si vede intraducibile
l’estraneita’ al lavoro
che il volto e’ tutto
ma non e’ del corpo
al quale pare unito
il corpo
contentando il senso
della nutrizione
e il viso l’ascensione
l’assolvenza dell’inappetenza
perche un bel volto bello
se lo si puo guardare
e’ un disimparare
del mondo questo e’ quello
cosi ci s’innamora
di un viso in cui
l’estraneita’ lavora
il corpo segue
come un testimone
casalingo e familiare
di questa apparizione
in su la cima
quest’opera sensibile
il tuo volto che si manifesta
ed e’
oltre l’ordine della natura
e come tutti i portenti
tende a scomparire
piu’ cerchi di tenerlo a mente
e nelle spire
dei ritrovamenti portentosi
e la voce del viso allora
nemmeno
ricorre ai miracoli
non un riso un pianto
non una smorfia
densa d’oracoli
ma da senso quella voce
a un solo volto che sotto il mio
rotola si ferma e freme
alle mie mani preme
perche lo riporti in cima
in vetta al suo
sistema dei piaceri
secondo un canone
un precetto ed disciplina
che inumidisce i capelli
e discrezione stende
un velo di madore sulla pelle
ti spadroneggia allora
il tuo godio
disincantato in quanto
piu’ e’ resti
al racconto lenitivo
al riassunto giulivo
e non e’ riso appunto
e non e’ pianto il tuo
perche il racconto e il riso
e pianto il suo riassunto
sul viso la sintassi non ha imperio
non ha nessun comando

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Accordi

   
Re              Re                    Sol                            La4
        Per insignificanti movimenti tanti e tanti il volto è tutto
   Re                                    Sol                                    La4
E tutto sta raccolto sopra il tuo bel volto. Lingua che sei straniera
   Re                                          Sol                                    La4
E non si sa se vuoi che io ti distingua dalla mia o se mia lingua ti finga.
                        Sol                                              La
Bocca di gradazioni intera gamma dalle predilezioni alla maniera amara.
                            Re                                 Sol                                 La4
Bocca che mi sei cara appena appena schiusa quando armatura in te
                       Re                          Sol                       La4
Quella fessura è un dissuadendo le svariate forme labili d’espressione
             Sol                                                                La
Per tentativi ed approssimazione. Ed il tuo volto è tutto nel momento in cui
                                          Sol                                                                            La
Passando sopra alla tua immagine della quale è troppo facile dire che in superficie
               Re                       Sol                                      La4                        Re                              Sol
Affiori l’anima passando sopra alla tua immagine invece     Ci si vede intraducibile l’estraneità al lavoro.
                    La4                          Sol                           La
Ché il volo è tutto ma non è del corpo al quale pare unito.
   Re                 Sol       La         Re         Sol          La   Re                 Sol      La      Re        Sol     La
Il corpo contentando il senso della nutrizione e il viso l’ascensione l’assolvenza dell’inappetenza

Re                 Sol       La         Re         Sol          La   Re                 Sol      La      Re        Sol     La

         Re                  Sol        La    Re                  Sol     La      Re        Sol      La           Re        
Perché un bel volto bello se lo si può guardare è un disimparare del mondo questo e quello.

Re                 Sol       La         Re         Sol          La   Re                 Sol      La      Re        Sol     La

Re            Sol   La      Sol                                                     La
             Così ci s’innamora di un viso in cui l’estraneità lavora.
                                           Sol                                                                  La
Il corpo segue come un testimone casalingo e familiare di questa apparizione
            Re                                Sol                                 La4
In su la cima. Quest’opera sensibile il tuo volto che si manifesta 
                                Re                              Sol                La4
ed è oltre l’ordine della natura. E come tutti i portenti tende a scomparire
                        Sol                                                                                                   Re
più cerchi di tenerlo a mente e nelle spire dei ritrovamenti portentosi.
       Re                    Sol  La      Re     Sol       La    Re          Sol   La     Re     Sol
E la voce del viso allora nemmeno ricorre ai miracoli 
La        Re                   Sol   La   Re        Sol  La  Re            Sol     La      Re      Sol       La     
Non un riso un pianto non una smorfia densa d’oracoli.
           Re                Sol            La        Re       Sol        La       Re       Sol     La      Re       Sol        La
Ma dà senso quella voce a un solo volto che sotto il            mio
Re           Sol   La Re                 Sol  La    Re      Sol     La     Re
Rotola si ferma freme alle mie mani preme
   Sol           La        Sol                                                  La
Perché lo riporti in cima in vetta al suo sistema dei piaceri.
                     Re                  Sol                       La4
Secondo un canone un precetto ed una disciplina
                                 Re                                  Sol                       La4
Che inumidisce i capelli e per discrezione stende un velo di madore sulla pelle.
                             Sol                                               La 
Ti spadroneggia allora il tuo godio disincantato in quanto più è restio
                        Sol                                                              La
Al racconto lenitivo al riassunto giulivo. E non è riso appunto 
                                    Re                                  Sol                      La4
E non è il pianto il tuo      perché racconto è il riso e pianto il suo riassunto.
                Re                          Sol                          La4                             Re      Sol      La    (x16)              Re
Sul viso la sintassi non ha imperio non ha nessun comando. 

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