Licenziamo i padroni

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Licenziamo i padroni di Canzoni politiche

Anno 1971

E’ cominciata coi cotonifici
perchè Felice gli ha tolto il lavoro
con gli operai costretti alla fame,
e giù nel Libano l’han fatto scappar.
“Cari padroni dovete sapere
che i proletari sono sempre in crisi,
per questo noi non veniamo a trattare
e cominciamo con l’occupazion”.

De Quarti Paolo, un altro ladrone
La Magnadyne mandava in rovina,
la Duco e Nobel han chiuso i battenti,
Nenni Pietro fregò la Fichet.
E tutti quelli che hanno tradito,
tutti per nome noi conosciamo:
sono quei fessi che tregue han firmato
e che le lotte volevan castrar.

E tutti quelli che hanno creduto
ai burocrati e ai rinnegati
sono rimasti sempre fregati
e han capito: non bisogna pregar!
Ma gli operai continuan la lotta
perchè insieme ci sono i compagni,
tutta la Valle è solidale,
le altre fabbriche si uniscono già.

Anche la Eti è uguale a Riva
perchè i padroni son tutti dei ladri;
ma questa volta qualcosa è cambiato
la lotta dura comincia a marciar!
Lungo i binari, lungo le strade
gli operai conferman la forza
e il padrone ha ancor più paura:
capi e krumiri fa galoppar…

Sant’Antonino quel nove febbraio
i proletari han preso le strade,
bandiere rosse in testa al corteo
ed il padrone incomincia a tremar.
In quella lotta eravamo in tanti,
la polizia che serve i padroni
con la violenza voleva fermarci
e le denunce fece fioccar…

“Amici cari venite a trattare
la stessa barca dobbiamo remare,
perchè la crisi ci rende fratelli
e tutti insieme dobbiamo pagare”

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