L’ombrello di mio fratello

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1963 Le canzoni di Enzo Jannacci

Testo Della Canzone

L'ombrello di mio fratello di Enzo Jannacci

Non so se è la prima volta che si sente questa storia,
la storia di uno che cercava un ombrello,
l’ombrello di suo fratello.

Non era tornato nemmeno a mangiare
per cercare l’ombrello di suo fratello,
roba di lusso, un vero gioiello,
roba di suo fratello.

“Eh, già, ma com’era quell’ombrello?”
“Intanto, era di mio fratello.”
Suo fratello, un tipo sfacciato, maleducato, raccomandato.

Non era tornato nemmeno a mangiare
per cercare l’ombrello di suo fratello,
roba di lusso, un vero gioiello,
roba di suo fratello.

“Allora, dunque, trovato l’ombrello?”
No, non l’aveva trovato.
Ma poteva continuare, continuare a cercare.

“Guarda quest’altro”, dice il fratello,
“un altro ombrello, guarda che bello.”
Chissà di chi era quell’ombrello,
non certo di suo fratello.

“Ma come, io non torno nemmeno a mangiare
per cercare l’ombrello di mio fratello
e quello lì, perchè è sfacciato, raccomandato,
ruba gli ombrelli!”.

“Però anche questo, che roba, che bello,
che bell’ombrello, un vero gioiello.
Chissà di chi era quell’ombrello.
Ormai, roba di mio fratello.”
Roba di suo fratello.

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