Signora aquilone

Album

È contenuto nei seguenti album:

1972 Theorius Campus

Testo Della Canzone

Signora aquilone di Antonello Venditti

* Francesco De Gregori2006 Tra un manifesto e lo specchio

C’era una donna,
l’unica che ho avuto
aveva i seni piccoli
e il cuore muto
né in cielo né in terra
una casa possedeva
sotto un albero verde
dolcemente viveva,
sotto un albero verde
dolcemente viveva.
Legato ai suoi fianchi
con un filo d’argento
un vecchio aquilone
la portava nel vento
e lei lo seguiva
senza fare domande
perché il vento era amico
ed il cielo era grande,
perché il vento era amico
ed il cielo era grande.
Io le dissi ridendo
“ma signora aquilone
non le sembra un po’ idiota
questa sua occupazione”
lei mi prese la mano
e mi disse “Chissà,
forse infondo a quel filo
c’è la mia libertà”,
“forse infondo a quel filo
c’è la mia libertà”.
E così me ne andai
che ero un poco più saggio
con tre soldi di dubbio
e due di coraggio
e incontrai un ubriacone
travestito da santo
che ogni sera si ubriacava
bevendo il proprio pianto,
che ogni sera si ubriacava
bevendo il proprio pianto.
E mi feci vicino
e gli chiesi perdono
ma volevo sapere
se il suo pianto era buono
lui mi disse fratello
è antico come Dio
ma è più dolce del vino
perché l’ho fatto io,
ma è più dolce del vino
perché l’ho fatto io.
E prima che le stelle
diventassero lacrime
prima che le lacrime
diventassero stelle
ho scritto canzoni
per tutti i dolori
e forse questa qui
non è delle migliori,
e forse questa qui
non è delle migliori

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Accordi

     
 Do
C’era una donna
Fa
L’unica che ho avuto
Do
Aveva i seni piccoli
Sol
E il cuore muto

Do
Né in cielo né in terra
Fa
una casa possedeva
Do
Sotto un albero verde
 Sol
dolcemente viveva
              Do      Sol
Sotto un albero verde
       Sol7        Do
dolcemente viveva

Legato ai suoi fianchi
con un filo d’argento
un vecchio aquilone
la portava nel vento

e lei lo seguiva
senza fare domande
perché il vento era amico ed il cielo era grande
perché il vento era amico ed il cielo era grande

io le dissi ridendo
“ma signora aquilone,
non le sembra un po’ idiota
questa sua occupazione”

lei mi prese per mano
e mi disse “chissà,
forse in fondo a quel filo c’è la mia libertà”
forse in fondo a quel filo c’è la mia libertà

e così me ne andai
che ero un poco più saggio
con tre soldi di dubbio
e due di coraggio

e incontrai un ubriacone
travestito da santo
che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto
che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto

e mi feci vicino
e gli chiesi perdono
ma volevo sapere
se il suo pianto era buono

lui mi disse fratello
è antico come dio
ma è più dolce del vino perché l’ho fatto io
ma è più dolce del vino perché l’ho fatto io

e prima che le stelle diventassero lacrime
e prima che le lacrime diventassero stelle
ho scritto canzoni per tutti i dolori
e forse questa qui non è delle migliori

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