Il ritorno di Giuseppe


Album

È contenuto nei seguenti album:
1970 La buona novella

Testo Della Canzone

Il ritorno di Giuseppe di Fabrizio De Andrè

Stelle, già dal tramonto,
si contendono il cielo a frotte,
luci meticolose
nell’insegnarti la notte.

Un asino dai passi uguali,
compagno del tuo ritorno,
scandisce la distanza
lungo il morire del giorno.

Ai tuoi occhi, il deserto,
una distesa di segatura,
minuscoli frammenti
della fatica della natura.

Gli uomini della sabbia
hanno profili da assassini,
rinchiusi nei silenzi
d’una prigione senza confini.

Odore di Gerusalemme,
la tua mano accarezza il disegno
d’una bambola magra,
intagliata del legno.

“La vestirai, Maria,
ritornerai a quei giochi
lasciati quando i tuoi anni
erano così pochi.”

E lei volò fra le tue braccia
come una rondine,
e le sue dita come lacrime,
dal tuo ciglio alla gola,
suggerivano al viso,
una volta ignorato,
la tenerezza d’un sorriso,
un affetto quasi implorato.

E lo stupore nei tuoi occhi
salì dalle tue mani
che vuote intorno alle sue spalle,
si colmarono ai fianchi
della forma precisa
d’una vita recente,
di quel segreto che si svela
quando lievita il ventre.

E a te, che cercavi il motivo
d’un inganno inespresso dal volto,
lei propose l’inquieto ricordo
fra i resti d’un sogno raccolto.

Il testo contenuto in questa pagina è di proprietà dell’autore. WikiTesti è un’enciclopedia musicale con lo scopo di far conoscere a quante più persone possibile il panorama musicale.

Accordi

 
Dm                               F                  Dm
STELLE, GIA' DAL TRAMONTO, SI CONTENDONO IL CIELO A FROTTE,

Fm9        Dm
LUCI METICOLOSE NELL'INSEGNARTI LA NOTTE.

                              F                  Dm
UN ASINO DAI PASSI UGUALI, COMPAGNO DEL TUO RITORNO,

Fm9             Dm                               F Dm A Dm Fm Dm A
SCANDISCE LA DISTANZA LUNGO IL MORIRE DEL GIORNO.       




Dm                            F                Dm
AI TUO OCCHI, IL DESERTO, UNA DISTESA DI SEGATURA,

  Fm9            Dm
MINUSCOLI FRAMMENTI DELLA FATICA DELLA NATURA.

                              F               Dm
GLI UOMINI DELLA SABBIA HANNO PROFILI DA ASSASSINI,

Fm9             Dm                                 F
RINCHIUSI NEI SILENZI D'UNA PRIGIONE SENZA CONFINI.




Dm A Dm Fm Dm A Dm Dm7 Fm9 Dm



 Dm                          F                    Dm
ODORE DI GERUSALEMME, LA TUA MANO ACCAREZZA IL DISEGNO

Fm9           Dm
D'UNA BAMBOLA MAGRA, INTAGLIATA NEL LEGNO.

                            F
"LA VESTIRAI, MARIA, RITORNERAI A QUEI GIOCHI

Dm Fm9                    Dm
   LASCIATI QUANDO I TUOI ANNI ERANO COSI' POCHI.

                           Fm           Dm
E LEI VOLO' FRA LE TUE BRACCIA COME UNA RONDINE,

                     C7                      F
E LE SUE DITA COME LACRIME, DAL TUO CIGLIO ALLA GOLA,

            Fm9                 Dm
SUGGERIVANO AL VISO, UNA VOLTA IGNORATO,

                       C                      Dm
LA TENEREZZA D'UN SORRISO, UN AFFETTO QUASI IMPLORATO.

                        Fm                  Dm
E LO STUPORE NEI TUOI OCCHI SALI' DALLE TUE MANI

                           C7                      F
CHE VUOTE INTORNO ALLE TUE SPALLE, SI COLMARONO AI FIANCHI

               Fm9               Dm
DALLA FORMA PRECISA D'UNA VITA RECENTE,

                          C                       Dm
DI QUEL SEGRETO CHE SI SVELA QUANDO LIEVITA IL VENTRE.

    A#9                    F  A7                             Dm
E A TE, CHE CERCAVI IL MOTIVO D'UN INGANNO INESPRESSO DAL VOLTO,
   
         C                  F      Em                       Dm
LEI PROPOSE L'INQUIETO RICORDO FRA I RESTI D'UN SOGNO RACCOLTO

***

Social

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here