Inutile – Francesco Guccini

Album

È contenuto nei seguenti album:

1983 Guccini
2010 Storia di altre storie

Testo Della Canzone

Inutile – Francesco Guccini di Francesco Guccini

A Rimini la spiaggia com’è vuota, quasi inutile di marzo,
deserta dell’ estate, in ogni simbolo imbecille e vacanziera
e noi, senza nemmeno un poco d’ ironia, fra gusci e quarzo,
ad inventare insieme primavera.

Era piovuto piano e senza pause quasi fino a quel momento,
picchiando sopra ai pali della spiaggia il mare si spezzava in lembi;
nel ristorante vuoto il cameriere, assorto e lento,
cifrava il rebus dei cumulonembi.

Compiendo poi quel rito inevitabile e abusato,
corremmo coraggiosi e scalzi lungo la battigia:
di un verde di bottiglia era quel mare affaticato, l’ aria una stanza grigia…

Scoprimmo che oggi il mare lascia un povero relitto,
naufragi di catrame e di lattine arrugginite:
parlare era soltanto un altro inutile delitto contro le nostre vite…

Parlare, poi di cosa? Di quel vino troppo freddo e un poco andato?
O di quel fritto misto dato lì con malagrazia naturale?
A chi è triste di suo come un limone già adoperato
dà ancora più tristezza mangiar male…

E dire che volevo regalarti un compleanno un po’ diverso,
ma in noi turisti fuori di stagione c’era tutto di sbagliato:
la notte, già una cosa andata via, il mattino perso
e il pomeriggio forse già sciupato…

Però malgrado tutto si era stati bene assieme,
così, senza un futuro, in incertezza intenerita.
Pensavo: “Farlo o no? Parlare o no? Restare assieme e poi cambiarsi vita?

Ma se fossimo stati un’ altra coppia fra le tante
avremmo trasformato tutto in quella poca gioia
o avremmo litigato per sfogare ad ogni istante l’ urlare della noia?

Domanda forse inutile, com’era forse inutile quel giorno,
da prendere così come veniva, senza calcolare il resto;
ci salutammo in fretta e in fretta anch’ io feci ritorno:
di marzo si fa sera ancora presto…

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Accordi

   
Re7+ Do7+ Re7+ Do7+
  Re7+
A Rimini la spiaggia 
      Do7+                    Re7+ Re4 Re7
com'? vuota, quasi inutile di marzo,
  Sol                        La4
deserta dell'estate, in ogni simbolo
    La7          Re7+   Re7
imbecille e vacanziera;
  Sol     Fa#-7         Mi-7 La7  Re
e noi, senza nemmeno un poco d'ironia, 
Fa#7        Sol
fra gusci e quarzo,
   La7         La4  La7      Re   La7
ad inventare insieme    primavera.
Re7+                      Do7+
Era piovuto piano e senza pause 
	            Re7+  Re4 Re7
quasi fino a quel momento;
   Sol                         Mi-7
picchiando sopra ai pali della spiaggia 
	La7            Re7+ Re7
il mare si spezzava in lem--bi;
    Sol        Mi-7  La7    Re
nel ristorante vuoto il cameriere, 
Fa#7      Sol
assorto e lento,
  La7            La4 La7   Re7+  La-7 Re7
cifrava il rebus dei cumulonembi.
Sol                La7
Compiendo poi quel rito 
     Re          Re7
inevitabile e abusato
   Sol        La7
corremmo coraggiosi e scalzi 
Re          Re7
lungo la battigia;
      La-7        Re7
di un verde di bottiglia 
	 Si-7       Sol
era quel mare affaticato,
Sib        Re     La7
l'aria una stanza grigia.
   Mi-7               La7
Scoprimmo che oggi il mare 
	  Re       Re7
lascia un povero relitto,
Sol        La7
naufragi di catrame 
	Re          Re7
e di lattine arrugginite;
   La-7        Re7
parlare era soltanto 
	  Si-7     Sol
un altro inutile delitto
Sib       Re     La7
contro le nostre vite.
Parlare, poi di cosa? Di quel vino 
troppo freddo e un poco andato?
O di quel fritto misto dato lì 
con malagrazia naturale?
A chi è triste di suo 
come un limone già adoperato
dì ancora più tristezza mangiar male.
E dire che volevo regalarti 
un compleanno un po' diverso,
ma in noi turisti fuori di stagione 
c'era tutto di sbagliato:
la notte, già una cosa andata via, 
il mattino perso
e il pomeriggio forse già sciupato.
Però malgrado tutto 
si era stati bene assieme,
così, senza un futuro, 
in incertezza intenerita.
Pensavo: "Farlo o no? Parlare o no? 
Restare assieme
e poi cambiarsi vita?
Ma se fossimo stati 
un'altra coppia fra le tante
avremmo trasformato tutto 
in quella poca gioia,
o avremmo litigato 
per sfogare ad ogni istante
l'urlare della noia?"
  Re7+
Domanda forse inutile, 
    Do7+                   Re7+ Re4 Re7
com'era forse inutile quel giorno,
   Sol                  La4
da prendere così come veniva, 
      La7          Re7+ Re7
senza calcolare il re---sto;
   Sol          Fa#-7   Mi-7
ci salutammo in fretta, 
     La7      Re    Fa#7   Sol
e in fretta anch'io feci ritorno:
   La7         La4 La7     Re7+ Do7+
di marzo si fa sera ancora presto.

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