Caserio (16 agosto)

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Testo Della Canzone

Caserio (16 agosto) di Canzoni Romane

Er sedici de agosto sul far della mattina
er boia avea disposto orrenda ghigliottina
mentre Caserio dormiva ancor
e non pensava al triste orror.

Entrò nella sua cella er giudice prefetto
con voce d’emozione svejando er giovanetto
e lui svejandosi: “Cosa c’è?”
“E’ giunta l’ora, alzati in piè.”

“Prego signor prefetto prima che io morto
sia vi do questo biglietto, datelo a mamma mia.”
“Tu sta’ tranquillo che lei l’avrà”.
“M’ariccomanno, pe’ carità!”.

Spettacolo di gioia la folla manifesta
gridando: “Evviva er boia!” che gli troncò la testa
gente tiranna e senza cuor
disprezza e irride l’altrui dolor.

Povero figlio mio sei stato sfortunato
er sedici de agosto sei stato giustiziato
mentre Caserio sta sempre là…
fiaccola ardente di libertà,
mentre Caserio sta sempre là…
fiaccola ardente di libertà

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