C’era una volta – Le Mele Verdi

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Testo Della Canzone

C'era una volta – Le Mele Verdi di Le Mele Verdi

(di Giorgio LaneveGiovanni Bobbio)

C’era una volta… ragazzi, che volta!
E l’uomo sotto la splendida volta
vide la luce per la prima volta,
vide la luce per la prima volta.

Pur senza squame, né scaglie né pelo
non patì il caldo, non patì il gelo
sotto la volta serena del cielo
nel mondo c’era una eterna primavera.

Le ore passavano serene e liete:
anche le belve era mansuete.
L’uomo fratello di tutto il creato
senza problemi viveva beato:
gli offriva l’albero frutti succosi
e poi, fra i rami, tranquilli riposi.

La dolce vita senza pensieri
mutò col giungere dei giorni neri.
Venne purtroppo l’era glaciale:
i brontosauri finirono male,
fu vinto perfino il possente mammouth….
ma l’uomo aveva qualcosa di più.
Non era soltanto più agile e snello,
ma prese a far lavorare il cervello.

Per sopravvivere egli s’interna
sotto la volta di una caverna.
Deve difendersi, devi nutrirsi
e contro il gelo bisogna coprisi.

Sì: la natura si è fatta tetra,
ma come arma gli offre la pietra.
Così incomincia la lotta massiccia:
gli orsi forniscono cibo e pelliccia,
però per vivere è ancora poco
e l’uomo trova il conforto del fuoco.

Egli si sente infine un creatore:
può suscitare la luce, il calore.
Certo, conquista tutta la terra,
però s’abitua a fare la guerra.
Poi col miraggio della fortuna,
lascia il pianeta, va sulla luna.
E ancora prosegue sempre di più audace,
conquista gli spazi, ma non la sua pace.

Un’altra vittoria lo attende adesso
deve saper dominare sé stesso,
perché la vera civiltà
abbracci tutta l’umanità:
abbracci tutta la gente raccolta,
come una volta, sotto la volta.

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