Corso Buenos Aires

Bologna - 01 Settembre 1981 - Lucio Dalla durante il concerto alla festa nazionale dell'Unità (Roberto Serra / Iguana Press)

Album

È contenuto nei seguenti album:
1977 Come è profondo il mare

Testo Della Canzone

Corso Buenos Aires di Lucio Dalla

“Io non ho visto niente, non ho visto la sua faccia. Passavo di qua, con mia moglie andavo a caccia..”

“Io l’ho visto da vicino. Gli occhi erano due sputi, la faccia era gialla, una faccia da assassino!”

“L’ho visto accarezzare un cane, avevano lo stesso sguardo: cane e uomo morivano di fame.”

“Ma adesso dov’è?”

“Ma adesso dov’è?”

“Scendeva di corsa le scale, le scale della metropolitana. In mano ci aveva del tonno, un salame e una banana. Poi, sul più bello è spuntato anche il coltello! E un colpo di qua, e un colpo di là..”

Il cane gli stava sempre dietro. Gli occhi: lo stesso sguardo. Sembravano Cristo con San Pietro quando erano in ritardo.

“Ma allora chi è?”

“Ma allora chi è?”

“Dev’essere uno slavo che dorme e ruba alla stazione. Quegli occhi senza luce.. è senz’altro un mascalzone!”

“Chiamiamo un pulismano, ho appena visto l’assassino dar fastidio a un bambino: lo teneva per la mano!”

Il cane, l’uomo e il bambino, appena mangiato un po’ di tonno si sono stretti vicino vicino, forse morivano dal sonno…

“Ma allora chi è?”

“Ma allora chi è?”

“Ragioniere, dia a me la borsa e vada via di corsa in fondo a quella via, a chiamar la polizia!”

“Non dobbiamo perder tempo! C’è un bar qui vicino, si può telefonare. Ci beviamo anche un grappino..”

..arriva volando la volante, con un furore sacro. Confusa da tutta quella gente non frena, e fa un massacro.

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