E la nave va…

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Testo Della Canzone

E la nave va… di Riondino

L’Achille Lauro in fiamme.

Nella nave misteriosa che potente fende i mar
quattro tipi tenebrosi stan nell’angolo a fumar;
mentre impazza la baldoria e si intrecciano le danze
loro restano appartati e mantengon le distanze.
Dice il conte alla contessa: “Strani tipi, quelli là!”
E la nave lentamente silenziosa se ne va.

Uno sguardo più segreto, tra due uomini diversi:
un’intesa, un’emozione, e l’amore già li ha persi;
un amore di rapina, pelle bianca e pelle bruna
lui gli dice di sua mamma alla luce della luna.
È una notte molto strana chissà quanto durerà
E la nave lentamente silenziosa se ne va.

Mitra bombe satanassi tutti fermi! Tutti qua!
Che nessuno si intrometta o la nave scoppierà!
Fremebondo il capitano che telefona al suo porto:
“Tutti bene! Tutti bene!” ma qualcuno era già morto!
L’han gettato in mezzo al mare; si sapeva? Non si sa!
E la nave lentamente silenziosa se ne va.

Dice il conte alla contessa nella sala delle danze:
“Ho capito perché quelli mantenevan le distanze!”
Passa il tempo lentamente. Ronza il condizionatore.
Forse è solo un brutto sogno. Per adesso non si muore.
La contessa dice al conte: “Attanasio, che si fa?”
Attanasio non risponde. (E la nave se ne va.)

Ronza il condizionatore. Terroristi e ballerine
per ridurre la tensione fan due mani di ramino.
Uno dà delle cartucce ai signori imbarazzati,
dice: “Tanto per non farli sentir troppo sequestrati”.
…e qualcuno fa progetti per il quando finirà…
(l’occasione rende ladri). Simm’e’ Napule, paisà.

Alle nove e ventidue, era di mercoledì,
fu la resa dei pirati, per cui l’incubo finì.
La passione si scatena, abbuffate balli e canti
specie per le ballerine esser vive fu eccitante
e si son lasciate andare a certune libertà
(non son mica delle sante!) e la nave se ne va.

Due miliardi di gioielli nel deposito preziosi
e davanti a quella porta dei figuri misteriosi.
Era proprio dirimpetto al negozio di barbiere:
scassinarono il baule che fungeva da forziere.
E la vedova che pensa: “L’han dimenticato già.
Questa gente mi fa schifo.” E la nave se ne va.

Un addio senza parole tra due uomini diversi
-il destino li ha legati il destino li ha dispersi-.
Per il resto è storia nota: aeroplani dirottati,
fughe, crisi di governo, storie di telefonate:
“Presidente, Lei sapeva?” “Prego?” “Scusi!” Trullalà.
E la nave lentamente silenziosa se ne va.

Silenzioso il pesce palla strabuzzando gli occhi enormi
attraversa praterie di alghe verdi filiformi
più che navi vede forme dai vaghissimi contorni
tra miliardi di partenze e miliardi di ritorni.
È successo qualche cosa? Forse. Molto tempo fa.
E la nave lentamente silenziosa se ne va.

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