Il primo furto non si scorda mai

(KIKA) - MILANO - E' morto a Milano il 29 marzo Enzo Jannacci. Cantautore, cabarettista, tra i protagonisti della scena musicale italiana, oltre che cardiologo, si è spento all'età di settantasette anni. Jannacci era malato di cancro e negli ultimi giorni le sue condizioni di salute erano peggiorate, infatti era stato ricoverato alla clinica Columbus. Il cantante si è spento intorno alle 20,30. Con lui in ospedale c'era tutta la famiglia. Artista ironico ed ecclettico, Jannacci e' ricordato come uno dei pionieri del rock and roll italiano, insieme ad Adriano Celentano, Luigi Tenco, Little Tony e Giorgio Gaber, con il quale ha formato un sodalizio durato più di quarant'anni. Tra i suoi successi più conosciuti: Ho visto un re e Vengo anch'io.

Album

È contenuto nei seguenti album:

1965 Enzo Jannacci in teatro
1994 I soliti accordi

Testo Della Canzone

Il primo furto non si scorda mai di Enzo Jannacci

“Il primo furto non si scorda mai!”
Un vecchio ergastolano me l’ha detto (1);
“si comincia quasi sempre dai pollai,
fuggendo con il pollo stretto al petto!
Ero appena Avanguardista (2);
giovane, incensurato…
giovane e incensurato:
ero appena Avanguardista.
Io giravo per i pollai
per addestrarmi sul pollo;
volevo farci un pò il callo:
io, i pollai, non li ho visti mai!
Ma che ro… Ma che rogna disastrosa:
c’era anche l’oscuramento,
la pioggia, la neve e anche il vento;
ed in bianco venni a casa!
Ai, aiaiai; Ai, aiaiai;
il primo furto non si scorda mai!
Ai, aiaiai; Ai, aiaiai;
il primo furto non si scorda più!
Ma, in un bel parco, incocciai
in un pollaio grande e un pò isolato…
Scassai la rete e dentro mi cacciai
e vidi un bel tacchino appollaiato!…
Ero appena Avanguardista:
non conoscevo i tacchini!
Chi conosceva i tacchini
era Giovane Fascista! (3)
Pian piano, la mano allungai
per abbrancare il pennuto!
…una beccata beccai,
che mi trovai… svenuto!
Ai, aiaiai; Ai, aiaiai;
il primo furto non si scorda mai!
Ai, aiaiai; Ai, aiaiai;
il primo furto non si scorda più!
Ma che ro-oo…. Ma che rogna disastrosa!
Rinvenni in un ospedale;
però quello di San Vittore:
quel tacchino micidiale…
…era un’aquila imperiale!
Ma che razza di destino!
Io fui spedito al confino (4),
e poi seppi che fui condannato
per “Vilipendio dello Stato (5)”
Perciò, Ahi, ahiahiahi, Ahi, ahiahiahi:
il primo furto, non lo scordo mai;
Ahi, ahi ahi ahi; ahi, ahi, ahi, ahi;
il primo furto non lo scordo più!
NOTE:
(1) Tutta la canzone è piena di riferimenti parodistici in chiave antifascista, ad iniziare dal verso di apertura, che è la citazione di “Primo Amore”; una famosa (e mielosa) canzone di Carlo Buti che iniziava “Il primo amore non si scorda mai; un antico stornello me l’ha detto…”
(2) Nell’organizzazione fascista, erano Avanguardisti i ragazzi fra i dodici e i diciassette anni
(3) La fascia d’età successiva ad Avanguardista
(4) ovvero, residenza coatta in qualche posto isolato; la misura di polizia cui erano normalmente sottoposti i criminali politici.
(5) L’aquila, ripresa dalle insegne di Roma antica, era l’emblema dello Stato fascista

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