Il tavolino

The music band Nomadi on a terrace. From left, Umberto Maggi, Augusto Daolio, Beppe Carletti, Paolo Lancellotti, Chris Dennis. Asiago (VI), Italy, 1974.

Album

È contenuto nei seguenti album:

1995 Lungo le vie del vento

Testo Della Canzone

Il tavolino di Nomadi

Lontano di troppi universi
dopo i mondi dispersi
Lontano oltre ogni vero
dove si perde il pensiero
Lontano è un immenso
oltre il balzo nel tempo
Lontano così come quanto
è anche il tavolino qui a fianco
Lontano è anche dissenso
sulla vita ed il suo senso
Lontano è un modo di fare
vedere, sentire, giocare
Lontano è indossare lo Stato
di un ruolo che si è conquistato
Lontano perciò è così tanto
anche il tavolino qui a fianco
Quando anche il vero è vergogna
perché infittisce la menzogna
Forse è meglio districarsi
sbattersi del vero degli altri
Le parole non valgon le navi
disperse fra i gorghi stellari
Ma la solitudine di un gelo siderale
è forse la menzogna più grave
Nei segnali a piccoli sorsi
dispersi come discorsi
Un genio si vende per niente
e un cretino si gioca la mente
Di là dai pianeti del sole
le sirene fan quasi le prove
Mentre già si leva un canto
dal tavolino qui a fianco
Se ogni rapporto è una merce
il senso del vero si perde
E non è un fatto oscuro
che c’è bisogno di una mano nel buio
Ma a proportela poi sono in tanti
ma in odore di negozianti
Mentre c’è chi ascolta il nostro canto
dal tavolino qui a fianco
E a proportela poi sono in tanti
ma in odore di negozianti
Mentre c’è chi ascolta il nostro canto
dal tavolino qui a fianco
E a proportela poi sono in tanti
ma in odore di negozianti
Mentre c’è chi ascolta il nostro canto
dal tavolino qui a fianco

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