Nei giardini che nessuno sa

Introduzione

Indice

Album

È contenuto nei seguenti album:

1994 L’imperfetto
1999 Amore Dopo Amore – Tour Dopo Tour
2004 Figli Del Sogno – Live 2004
2006 Renatissimo

Testo Della Canzone

Nei giardini che nessuno sa di Renato Zero

* Laura Pausini2006 Io canto

Senti quella pelle ruvida, un gran freddo dentro l’anima,
fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
Troppe attese dietro l’angolo, gioie che non ti appartengono.
Questo tempo inconciliabile gioca contro di te.
Ecco come si finisce poi, inchiodati a una finestra noi,
spettatori malinconici, di felicità impossibili…
Tanti viaggi rimandati e già, valigie vuote da un’eternità…
quel dolore che non sai cos’è, solo lui non ti abbandonerà mai,
oh mai!
E’ un rifugio quel malessere,
troppa fretta in quel tuo crescere.
Non si fanno più miracoli, adesso non più.
Non dar retta a quelle bambole. Non toccare quelle pillole.
Quella suora ha un bel carattere, ci sa fare con le
anime
Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non ve – di.
L’energia l’allegria per strapparti ancora sorri – si.
Dirti sì, sempre sì, e riuscire a farti vola – re,
dove vuoi, dove sai senza più quel peso sul cuo – re.
Nasconderti le nuvole, quell’inverno che ti fa ma – le.
Curarti le ferite e poi qualche dente in più per mangia – re.
E poi vederti ridere, e poi vederti correre anco – ra.
Dimentica, c’è chi dimentica distrattamente un fiore, una domenica
e poi… silenzi. E poi, silenzi.
Nei giardini che nessuno sa
si respira l’inutilità,
c’è rispetto grande pulizia, è quasi follia.
Non sai come è bello stringerti,
ritrovarsi qui a difenderti,
e vestirti e pettinarti sì, e sussurrarti non arrenderti.
Nei giardini che nessuno sa quanta vita si trascina qua,
solo acciacchi, piccole anemie.
Siamo niente senza fantasie.
Sorreggili, aiutali, ti prego non lasciarli cade – re.
Esili, fragili, non negargli un po’ del tuo amo – re.
Stelle che ora tacciono, ma daranno un senso a quel cie – lo.
Gli uomini non brillano, se non sono stelle anche lo – ro.
Mani che ora tremano, perché il vento soffia più for – te…
Non lasciarli adesso no, che non li sorprenda la mor- te.
Siamo noi gli inabili, che pure avendo a volte non dia – mo.
Dimentica, c’è chi dimentica distrattamente un fiore, una domenica
e poi… silenzi.
E poi, silenzi.

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