Nostra signora dell’ipocrisia

A poche ore dalla pubblicazione debutta al primo posto di iTunes 'L'ultima Thulé, il nuovo album di Francesco Guccini che arriva a quasi nove anni dall'ultimo lavoro, 'Ritratti'. ANSA/UFFICIO STAMPA EMI - Serra Roberto +++ NO SALES +++ EDITORIAL USE ONLY +++

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Album

È contenuto nei seguenti album:

1994 Parnassius Guccinii

Testo Della Canzone

Nostra signora dell'ipocrisia di Francesco Guccini

Alla fine della baldoria c’era nell’ aria un silenzio strano,
qualcuno ragliava con meno boria e qualcun altro grugniva piano;
alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria
ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un’ ombra di malattia.
Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar già si scorgeva
e fra biscotti sponsorizzati videro un anchorman che piangeva
e poi la nebbia discese a banchi ed il barometro segnò tempesta,
ci risvegliammo più vecchi e stanchi, amaro in bocca, cerchio alla testa…

Il mercoledì delle Ceneri ci confessarono bene o male
che la festa era ormai finita e ormai lontano il carnevale
e proclamarono penitenza e in giro andarono col cilicio
ruttando austeri: “Ci vuol pazienza! Siempre adelante ma con juicio!”
E fecero voti con faccia scaltra a Nostra Signora dell’ Ipocrisia
perchè una mano lavasse l’ altra, tutti colpevoli e così sia!
E minacciosi ed un po’ pregando, incenso sparsero al loro Dio,
sempre accusando, sempre cercando il responsabile, non certo io…

La domenica di Mezza Quaresima fu processione di etere di Stato
dai puttanieri a diversi pollici dai furbi del ” chi ha dato ha dato “
ed echeggiarono tutte le sere, come rintocchi schioccanti a morto,
amen, mea culpa e miserere, ma neanche un cane che sia risorto
e i cavalieri di tigri a ore e i trombettieri senza ritegno
inamidarono un nuovo pudore, misero a lucido un nuovo sdegno:
si andò alle prime con casto lusso e i quiz pagarono sobri milioni
e in pubblico si linciò il riflusso per farci ridiventare buoni…

Così domenica dopo domenica fu una stagione davvero cupa,
quel lungo mese della quaresima, rise la iena, ululò la lupa,
stelle comete ed altri prodigi facilitarono le conversioni,
mulini bianchi tornaron grigi, candidi agnelli certi ex-leoni.
Soltanto i pochi che si incazzarono dissero che era l’ usato passo
fatto dai soliti che ci marciavano per poi rimetterlo sempre là, in basso!
Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare,
solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare…

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Accordi

   
La  Sim / La9  La / Re7+  Mi / La   Lam
    Lam
Alla fine della baldoria
	 Mi7
c'era nell'aria un silenzio strano,
    lam
Qualcuno ragliava con meno boria
	Mi7
e qualcun altro grugniva piano;
       Do
alle sfilate degli stilisti
	  Sol
si trasgrediva con meno allegria
	 Lam
ed in quei visi sazi e stravisti
	 Mi7
pulsava un'ombra di malattia.
    Do
Un artigiano di scoop forzati 
           Sol
scrisse che Weimar già si scorgeva
       Lam
e fra biscotti sponsorizzati
	  Mi
videro un anchorman che piangeva.
       Fa
E poi la nebbia discese a banchi
         Do
ed il barometro segnò tempesta,
      Rem7
ci risvegliammo più vecchi e stanchi,
	Mi4			 Mi
amaro in bocca, cerchio alla testa.
	Lam
Il mercoled? delle Ceneri
	 Mi7
ci confessarono bene o male
     Lam
che la festa era ormai finita
	Mi7
ormai lontano il carnevale
       Do
e proclamarono penitenza
	    Sol
e in giro andarono col cilicio
	   Lam
ruttando austeri:"Ci vuol pazienza!
	   Mi7
Siempre adelante ma con juicio!"
       Do
E fecero voti con faccia scaltra
          Sol
a Nostra Signora dell'ipocrisia
        Lam
perch? una mano lavasse l'altra,
	Mi
tutti colpevoli e così sia,
    Fa
e minacciosi ed un po' pregando
          Do
incenso sparsero al loro Dio
        Rem7
sempre accusando, sempre cercando
       Mi4                 Mi  La Re La
il responsabile, non certo io.
   Lam
La domenica di Mezza Quaresima
      Mi7
fu processione di etere di Stato
     Lam
dai puttanieri a diversi pollici
          Mi7
dai furbi del chi ha dato ha dato
      Do
ed echeggiarono tutte le sere,
      Sol
come rintocchi schioccanti a morto,
	Lam
amen, mea culpa e miserere
	    Mi7
ma neanche un cane che sia risorto
	 Do   
e i cavalieri di tigri a ore
	  Sol
e i trombettieri senza ritegno
     Lam
inamidarono un nuovo pudore
	 Mi
misero a lucido un nuovo sdegno;
	   Fa
si andò alle prime con casto lusso
	   Do
e i quiz pagarono buoni milioni
           Rem7
e in pubblico si linciò il riflusso
        Mi4           Mi
per farci ridiventare buoni.
    Lam
Così domenica dopo domenica 
	 Mi7
fu una stagione davvero cupa
	 Lam
quel lungo mese della quaresima,
      Mi7
rise la iena, ululà la lupa,
      Do
stelle comete ed altri prodigi
     Sol
facilitarono le conversioni,
     Lam
mulini bianchi tornaron grigi
 	  Mi7
candidi agnelli certi ex-leoni.
	   Do
Soltanto i pochi che si incazzarono
	   Sol
dissero che era l'usato passo 
       Lam
fatto dai soliti che ci marciavano
	  Mi
per poi rimetterlo sempre lì, in basso.
	   Fa
Poi tutto tacque, vinse ragione,
	    Do
si placò il cielo, si posò il mare,
	Rem7
solo qualcuno in resurrezione,
	    Mi4   Mi           La Re  Mi La
piano, in silenzio, tornò a pensare.

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