Se mi chiedi

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Testo Della Canzone

Se mi chiedi di Gualtiero Bertelli

Se mi chiedi come va tuo figlio a scuola
vorrei scherzare e dirti che va bene.
Poi ti guardo, è sabato, sei a casa
compagno t’hanno fatto riposare.
Poi ti guardo e ancora mi convinco
che tuo figlio è una parte di te.

L’ha capito per primo il tuo padrone
ti dà il tempo di essergli anche padre
che dimentica per poco la catena
e che cerca la speranza di sperare
in un domani diverso dalla scuola
per suo figlio, se avrà voglia di studiare.

E ci pensi, studia cose che hanno studiato
tanti altri prima di lui che stanno in alto.
Sono i figli prediletti del sistema,
capi tutto, capo come te lo sogni
questo figlio mezzo tuo e mezzo fatto
a soddisfare della fabbrica i bisogni.

Meglio così, non entrano in catena;
camice bianco, colletto inamidato.
Computer mille volte ormai sognato
tuo figlio lì, e tu ti senti meno
sfruttato di quanto t’hanno sfruttato
se vieni qui a farti ricattare.

Stamane ci vediamo ai cancelli
tutti a gridar l’odio contro il padrone
‘sto porco che v’ha messo tutti quanti
da un mese dentro in cassa integrazione.
«Mio figlio cosa fa?» «Ma che t’importa?
Compagno è qui che cresce la tua lotta.

Che è poi la lotta tutta proletaria
contro il padrone e la sua dittatura.
Tuo figlio, sai, è proprio in buone mani,
‘ste cose gliele voglio dir domani».
«Va bene, sì, però mi raccomando
che alla fine poi contano gli esami».

Per il bene suo, tu pensi, e la tua classe?
È un’altra cosa forse, ma in due staffe
non puoi tenere il piede e la questione
è che la scuola è la staffa del padrone
per reggersi a cavallo del suo mondo
ch’è da distruggere tutto fino in fondo.
Per reggersi a cavallo del suo mondo
ch’è da distruggere tutto fino in fondo.

Se mi chiedi come va tuo figlio a Scuola
vorrei scherzare e dirti che va bene.
Poi ti guardo, è sabato, sei a casa
compagno t’hanno fatto riposare.
Poi ti guardo e ancora mi convinco
che tuo figlio è proprio come te.

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Accordi

     
Do                               Re
Se mi chiedi come va tuo figlio a scuola
           Fa                  Do
vorrei scherzare e dirti che va bene.
       La-                    Mi7
Poi ti guardo, è sabato, sei a casa
   La-                    Mi7
compagno t'hanno fatto riposare.
       La        Re         La
Poi ti guardo e ancora mi convinco
        Mi7                  La
che tuo figlio è una parte di te.

L'ha capito per primo il tuo padrone
ti dà il tempo di essergli anche padre
che dimentica per poco la catena
e che cerca la speranza di sperare
in un domani diverso dalla scuola
per suo figlio, se avrà voglia di studiare.

E ci pensi, studia cose che hanno studiato
tanti altri prima di lui che stanno in alto.
Sono i figli prediletti del sistema,
capi tutto, capo come te lo sogni
questo figlio mezzo tuo e mezzo fatto
a soddisfare della fabbrica i bisogni.

Meglio così, non entrano in catena;
camice bianco, colletto inamidato.
Computer mille volte ormai sognato
tuo figlio lì, e tu ti senti meno
sfruttato di quanto t'hanno sfruttato
se vieni qui a farti ricattare.

Stamane ci vediamo ai cancelli
tutti a gridar l'odio contro il padrone
'sto porco che v'ha messo tutti quanti
da un mese dentro in cassa integrazione.
«Mio figlio cosa fa?» «Ma che t'importa?
Compagno è qui che cresce la tua lotta.

Che è poi la lotta tutta proletaria
contro il padrone e la sua dittatura.
Tuo figlio, sai, è proprio in buone mani,
'ste cose gliele voglio dir domani».
«Va bene, sì, però mi raccomando
che alla fine poi contano gli esami».

Per il bene suo, tu pensi, e la tua classe?
È un'altra cosa forse, ma in due staffe
non puoi tenere il piede e la questione
è che la scuola è la staffa del padrone
per reggersi a cavallo del suo mondo
ch'è da distruggere tutto fino in fondo.
Per reggersi a cavallo del suo mondo
ch'è da distruggere tutto fino in fondo.

Se mi chiedi come va tuo figlio a Scuola
vorrei scherzare e dirti che va bene.
Poi ti guardo, è sabato, sei a casa
compagno t'hanno fatto riposare.
Poi ti guardo e ancora mi convinco
che tuo figlio è proprio come te.



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